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SCARICA IL CATALOGO COMPLETO Questo testo raccoglie una serie di scritti prodotti dai relatori delle quattro conferenze su cui si è articolato l'omonimo ciclo di conferenze tenutosi a Milano nell'autunno del 2005. Lo scopo della pubblicazione, come già delle conferenze su cui è basata, è quello di affrontare in modo sintetico e divulgativo quattro periodi della storia di Milano e d'Insubria spesso trascurati o ingiustamente marginalizzati rispetto ad altri momenti della nostra storia. I
periodi affrontati sono quello Celtico, quello Gotico e Longobardo,
quello Comunale e quello del Ducato di Milano. Questi temi sono trattati
rispettivamente da Giancarlo Minella, Roberto Corbella, Carlo Pirovano
e Andrea Rognoni. Al completamento del testo ha inoltre contribuito,
con un suo scritto, anche Paolo Gulisano. Le
Cinque Giornate di Milano Le Cinque giornate di Milano, come in realtà l'intero risorgimento, si prestano a interpretazioni di varia natura, non sempre positive e spesso basate su fatti storici non noti al grande pubblico. Lo scopo della pubblicazione è quello di affrontare la questione da un punto di vista non convenzionale, evidenziando aspetti spesso trascurati, poco noti e forse anche piuttosto scomodi per chi ritiene che questo controverso periodo storico non possa in alcun caso essere messo in discussione. Il testo è la trasposizione integrale degli interventi dei quattro relatori del convegno "Le Cinque Giornate di Milano – Una città in lotta per la libertà" tenutosi nel Marzo del 2006 a Milano. Ogni testo è preceduto da un'introduzione e arricchito da numerose note di natura storica. Le
quattro visioni presentate sono tra loro diversificate e non sempre
risulteranno al lettore complementari e concordanti tra loro. Alla ricostruzione
storica degli eventi presentata da Roberto de Anna, fa seguito la visione
delle Cinque Giornate in un'ottica dichiaratamente fioloaustriaca di
Corrado Galimberti. L'intervento di Romano Bracalini, biografo di Carlo
Cattaneo, parla del grande pensatore Lombardo e del suo ruolo in quei
giorni, mentre il contributo conclusivo di Paolo Gulisano analizza i
lati meno noti e più discutibili delle Cinque Giornate e dell'intero
risorgimento. Il
Ducale Bandiera d'insubria Nessun simbolo meglio della bandiera Ducale si presta a rappresentare la terra d'Insubria. Il Ducale è stato per secoli la bandiera di una nazione che aveva il suo cuore nel territorio anticamente abitato dalla popolazione celtica degli Insubri, ma è stato anche il vessillo di un grande stato europeo, che nel momento della sua massima espansione si estendeva da Nizza a Belluno e da Bellinzona a Perugia. Quella del Ducale è una storia antica, che ha inizio ben prima di quel 1395, anno in cui nasce il Ducato di Milano e con esso il suo vessillo. E' la storia di una bandiera che unisce in un solo stemma il Biscione e l'Aquila imperiale; il misterioso emblema visconteo e il più antico tra i simboli d'Europa. Con questa pubblicazione abbiamo cercato di raccontarne la storia e di capire ciò che ha rappresentato e ancora oggi per molti rappresenta. L'abbiamo fatto passando dall'araldica alla storia, dall'architettura alla mitologia e dall'attualità alla leggenda, ma soprattutto abbiamo voluto raccogliere, riordinare e riassumere quanto, ed è davvero molto, in quasi un millennio si è scritto o tramandato su questa antica bandiera e su coloro che in essa si sono riconosciuti. Ci
auguriamo che ciò possa contribuire a farla conoscere meglio
e a non farci mai dimenticare le pagine della nostra storia che insieme
a lei sono state scritte. I
celti in Ciasalpina Questo volumetto, interamente a colori, contiene gli atti del convegno I "Celti in Cisalpina – Intrecci Genetici e Storici" tenutosi a Marcallo con Casone (MI) nell'Aprile del 2006, nell'ambito del 4° festival celtico dell'Insubria del Ticino. Il testo comprende un intervento di Filippo M. Gambari sull'origine del nome degli insubri, un intervento di Filippo Motta riguardo la diffusione delle lingue celtiche in area insubre e cisalpina, e da ultimo un intervento di Paolo Francalacci, relativo alla diffusione delle componenti genetiche liguri e celtiche nel quadro generale del popolamento europeo. Fa inoltre parte del testo anche una sezione dedicata alla mostra didattica "Il Cinghiale – La Forza e la Conoscenza", tenutasi sempre a Marcallo con Casone in contemporanea al convegno sopra citato. Nella mostra viene illustrato il significato che questo animale aveva per le popolazioni celtiche e in particolari insubri, per le quali il cinghiale era considerato un animale sacro.
Questo testo, il cui titolo originale è "Gallorum Insubrum Antiquae Sedes", risale all'anno 1541 ed è opera di Monsignor Bonaventura Castiglioni, storico milanese vissuto nel periodo di transizione tra il libero Ducato di Milano e il grigio periodo della dominazione spagnola. Ristampe successive, a testimonianza della validità del testo e della considerazione in cui era tenuto, sono datate 1593 e 1594. Nel
libro del Castiglioni sono contenute preziosissime informazioni sugli
antichi Insubri e sul loro territorio, frutto di una vita di ricerche
e di osservazioni dirette sul campo. Da segnalare che in molti casi
lo studioso milanese descrive con ricchezza di particolari anche siti
archeologici oggi andati perduti o giunti sino a noi gravemente degradati
rispetto ai suoi tempi. Celti:
dal cuore dell'Europa all'Insubria Questi due eleganti volumi, corredati da decine di illustrazioni a colori e di ricostruzioni grafiche di reperti di epoca celtica, costituiscono il catalogo dell'importante mostra archeologica "Celti: dal cuore dell'Europa all'Insubria" tenutasi a Varese tra il 2004 e il 2005. Il primo dei due volumi è interamente dedicato ai celti di Boemia e Moravia, mentre il secondo è dedicato ai celti d'insubria. Le immagini e le ricostruzioni grafiche sono accompagnate da testi che analizzano in modo approfondito la storia delle antiche popolazioni celtiche oggetto della mostra, alla luce dei più recenti ritrovamenti archeologici e delle più moderne teorie. La mostra, e questa pubblicazione da essa derivata, nascono dalla collaborazione tra Terra Insubre e alcuni studiosi di fama europea, tra i quali il professor Venceslas Kruta, giustamente considerato uno dei massimi esperti dell'antico mondo dei Celti. Questi
due prestigiosi volumi, ricchi di immagini e di contenuti, oltre che
rivelarsi una preziosa documentazione per gli appassionati della materia
si prestano dunque a essere, per l'alto valore culturale e l'elegante
veste grafica, anche un pregevole e originale regalo per amici, clienti
e collaboratori. Le
guerre contro Roma Questa pubblicazione, tratta dall'omonima mostra esposta nei portici di Palazzo Estense a Varese nel Maggio del 2009 e riccamente illustrata con immagini, mappe storiche e fotografie a colori, analizza il periodo storico compreso tra IV e I secolo a.C., in cui dapprima il mondo degli antichi Celti Insubri entra in contatto con quello romano, per poi venirne conquistato dopo un lungo periodo di ostilità che termina con la definitiva occupazione romana della Cisalpina. Il periodo trattato si conclude con le guerre di Gallia combattute da Giulio Cesare impiegando in larga parte truppe di origine insubre e, più in generale, cisalpina. In particolare sono analizzati gli usi e i costumi delle popolazioni celtiche dell'Insubria prima del contatto con Roma e come questi, dopo la conquista romana, siano persistiti nel tempo pur subendo l'innegabile influenza del mondo latino. Sono inoltre descritte e analizzate le principali battaglie e le modalità in cui gli eserciti insubri erano concepiti e organizzati, con particolare attenzione al periodo della seconda guerra punica e ai decenni immediatamente precedenti e successivi. Per finire il libro racconta alcuni episodi tra storia e leggenda che coinvolgono le popolazioni Insubri e del resto della Gallia Cisalpina durante le guerre contro Roma e che ci sono stati tramandati, seppure con una visione di parte, dagli storici romani. Storia
e miti dei Longobardi d'Insubria Questo volume, che riprende ed espande i contenuti della mostra didattica esposta a Varese nel Maggio del 2008 nell'ambito della seconda edizione della manifestazione Insubria Terra d'Europa, è composto da diversi contributi che nel loro insieme evidenziano con estrema chiarezza la fondamentale importanza dell'apporto longobardo nella formazione della tradizione, della cultura, del folklore e della lingua della terra d'Insubria.
Il lavoro, arricchito da numerose illustrazioni, fotografie e mappe storiche, è stato coordinato da Giancarlo Minella, con cui hanno collaborato studiosi da tempo impegnati nell'analisi di questo importante periodo storico quali Cristiano Brandolini, Roberto Corbella, Adriano Gaspani, Maurizio Pasquero, Elena Percivaldi, Elena Poletti Ecclesia, Sergio Rovagnati e Paolo Zaninetta. Campeggiando
in Bretagna – pagine di vagabondaggio In queste pagine, che in realtà sono il diario di uno dei suoi tanti viaggi, lo scrittore lombardo Carlo Linati racconta la sua avventura alla scoperta della terra di Bretagna in compagnia del fidato amico Filippo, a bordo di una piccola Fiat 509. Così, in quel lontano 1932, lo stesso Linati descriveva la sua avventura bretone: "era un viaggio che vagheggiavo da tempo e non so bene cosa m'invogliasse a farlo; se quell'aria di terra remota che ha la Bretagna, le sue attrattive marinaresche, i suoi aspetti selvaggi, oppure la natura mistica di quel popolo che imprime alla sua fede forme di alta poesia, piena di balenante lirismo nordico. Ma un motivo certo mi attraeva, ed era di poter visitare quella regione con la mia vetturetta, campeggiando in compagnia di un buon amico, in luoghi scelti a nostro piacere". Il testo è corredato da un'introduzione di Mario Chiodetti e da una nota di Biancamaria Mora, nipote di Carlo Linati. Insubria
Terra Celtica - Catalogo mostra fotografica Catalogo della mostra esposta durante il festival Insubria Terra d'Europa edizione 2009. Trenta fotografie tracciano un percorso suggetivo tra i più importanti ritrovamenti di origine celtica in Insubria. Dolmen, cromlech, templi, complessi megalitici, luoghi di culto spesso nascosti e intrisi di profonda sacralità, testimoniano di un fervido passato pur restando un patrimonio poco conosciuto e, dunque, senz'altro da scoprire. Fotografia di Mario Castiglioni IL GRANDE CERCHIO DI PIETRA DEGLI ANTICHI COMENSES L'opera, di 160 pagine e con illustrazioni a colori, è dedicata alla più incredibile scoperta archeologica degli ultimi decenni nel nostro territorio. Una struttura singolare che non ha precisi riferimenti in tutta Europa e che è stata analizzata dal punto di vista archeostronomico.rivelando così importanti informazioni sul suo utilizzo quale osservatorio astronomico da parte delle popolazioni locali celto-golasecchiane della prima età del Ferro. AA.VV.
In sommario:
Atti della giornata di studi Mai pago di esperienze letterarie nuove e originali, Carlo Linati già nell’anteguerra (quella del 1915-18) entrò in contatto con la letteratura moderna irlandese per il tramite dell’amico Franco Leoni, musicista di grido sulla scena londinese, e lo fece dapprima attraverso l’opera di John Millington Synge, esponente di punta della Irish Literary Renaissance. Fu ‘amore a prima vista’. Nel volgere di pochi anni Linati ne tradusse pressoché l’intera opera teatrale, come pure il bellissimo diario di soggiorno sulle ‘petrose’ Isole Aran, terre primordiali e incontaminate al largo di Galway, appena anticipato su Il Convegno a metà degli anni Venti e dato poi integralmente alle stampe solo nel 1944. Linati non poté incontrare Synge, prematuramente scomparso nel 1909, ma conobbe di persona, visitandolo a Londra nell'estate del 1913, il futuro premio nobel per la letteratura William Butler Yeats, altro suo ‘caposaldo’ ibernico, animatore tra l’altro - insieme a Lady Augusta Gregory - dell’Irish National Theatre. Roberto Corbella Sono descritte alcune leggende, ma soprattutto personaggi fantastici, che erano tipici del folklore delle valli prealpine insubri. La cultura popolare lombarda è per sua natura derivata da tradizioni celtico-germaniche. Quando nella notte dei tempi i celti giunsero nella nostra bella terra dei laghi portarono con sé una mitologia tradizionale legata alle forze di quella natura di foreste, acque e montagna contro la quale da sempre avevano dovuto lottare ma che, inventandosi questi spiriti cercarono di esorcizzare trovando anche il modo di rendersela amica tramite dei ben precisi rituali tramandati oralmente da tempi immemori. Aqua dulza - Catalogo mostra fotografica Catalogo
della mostra esposta durante il festival Insubria Terra d'Europa edizione
2010. L'acqua è elemento costitutivo e insostituibile del nostro organismo come del nostro territorio, portatrice di storie e sacralità, di lavoro e vita: i laghi, le fonti e le nevi della terra d’Insubria. Acqua, dunque, nelle sue differenti accezioni e definizioni, alchemica essenza del continuo mutare. Felix Austria Prima dell'inizio del processo di unificazione italiano la penisola era politicamente suddivisa in numerosi stati distinti, molti dei quali direttamente o indirettamente controllati dalla potenza imperiale asburgica. Ciò in conseguenza di un processo di formazione che nel corso dei millenni aveva portato alla graduale e naturale formazione di queste comunità, molte delle quali caratterizzate da una lunga esperienza di convivenza e da un grado di benessere e di civiltà che le portavano a primeggiare tra gli stati dell'Europa dell'epoca. Ducale bandiera d'Insubria - Catalogo mostra fotografica Stemma del ducato di Milano, il Ducale somma simboli densi, cui la storiografia non ha dato ancora significati puntuali e univoci, con ciò accrescendo il mistero che c’è dietro quelle forme. L'immagine ci è familiare: lo stemma è dominato dal “biscione” che potrebbe non essere biscia ma piuttosto serpente o forse, persino, un drago che tiene tra le fauci un uomo a simboleggiare, per alcuni, la sconfitta dei saraceni, “divorati” e perciò respinti oppure, secondo letture più esoteriche, il parto di un bambino che esce dalla bocca secondo un processo alchemico per cui alto e basso s'invertono. Infine, antichissimo simbolo della vecchia Europa, con un'origine altrettanto confusa tra storia e leggenda, l’aquila imperiale. Piante Selvatiche d'Insubria in alimentazione e in medicina Nella ricerca sono prese in considerazione oltre 300 piante selvatiche impiegate dalle passate generazioni come alimenti e farmaci. Lo studio è un esempio di conservazione e revisione critica di notizie frutto di “trasmissione orale” della cultura e della scienza, che andrebbero, altrimenti, irrimediabilmente perdute. Tutto ciò che è “popolare”, tutto ciò che fa parte della nostra storia, dei nostri usi e costumi, della tradizione della nostra gente, non può più essere ignorato. Come ordinare I
testi qui illustrati possono essere ordinati via e-mail all'indirizzo
Si prega di indicare con chiarezza l'indirizzo esatto a cui si desidera ricevere il materiale, un recapito telefonico e possibilmente un indirizzo e-mail a cui poter essere contatati. Per ordinativi superiori ai 100 Euro non saranno addebitate le spese di spedizione. Contattare la nostra segreteria, all'indirizzo e-mail sopra citato, per maggiori informazioni e per verificare la disponibilità del materiale. Il materiale può anche essere ritirato presso la nostra sede centrale di Via Frasconi 4, Varese. Contattare la segreteria all' e-mail segreteria @ terrainsubre.org per concordare le modalità di ritiro. |